lo spettacolo deve continuare

lo spettacolo deve continuare

le proteste silenziose delle maestranze, che urlano la loro dignità

Hanno iniziato a giugno, quando i primi provvedimenti hanno bloccato gli spettacoli dal vivo. E poi ancora ad inizio ottobre: la piazza del Duomo di Milano è diventata un quadro dalle tinte cupe, come se la mano di Hopper fosse passata a togliere il colore della cultura. E poi ancora i flash mod di una danza muta e immobile. Tecnici, operatori, artisti, manager sono diventati una sola voce per chiedere allo Stato di aiutare un settore in crisi, che pure è uno dei piedi su cui poggia il sistema economico dell’Italia. Il 16% del Pil, tanto vale la cultura da noi, ma sembra che non sia abbastanza.

“un unico settore, un unico futuro”. Cinema, teatri, concerti, musei. Stiamo perdendo la linfa del nostro Paese.

PENSIAMO OGGI A QUELLO CHE POTREMMO ESSERE DOMANI

Le misure restrittive servono, lo sappiamo. Bisogno sconfiggere la bestia, ed è necessaria la collaborazione di tutti. Ma non possiamo vestire di nero il futuro della cultura italiana, che come si addice ad ogni cosa preziosa, brilla in silenzio.

La compostezza, la tranquillità e la dignità delle proteste devono far riflettere: l’arte è un esempio di vita. Vorrei sapere quali provvedimenti il Governo sta studiando per garantire la ripresa appena la situazione ce lo permetterà, vorrei sentire parlare di strategie a lungo temine e di interventi mirati.

Lo spettacolo si può fermare, ma deve continuare appena possibile. E deve farlo con nuova energia, non vestito a lutto per le perdite subite.

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